Ha vinto un bambino

Questa è la storia di un papà che ha lottato duramente per il suo bambino e ha vinto..anzi, ha vinto un bambino che ha riavuto il suo papà :-)

Di Sheyla Bobba

La vera notizia è questa, il solo risultato che conta è questo, ora c’è un bambino che si è visto finalmente riconoscere il diritto ad avere due genitori, adesso ha nuovamente il suo papà. Per questo Riccardo Cassarino si è battuto duramente per oltre due anni.

Senza perdersi mai d’animo, anche quando dichiara “certamente, anche io ho avuto i momenti di debolezza, quando mi sentivo perso, quando le ingiustizie che il mio piccolo ed io subivamo erano troppo pressanti, ma poi, anche grazie alla mia famiglia che ha saputo sostenermi senza mai farmi pesare la situazione, mi trovavo nuovamente a reagire pensando al mio bambino”. E così a suon di carte bollate e comunicazioni tra Italia ed Austria, Riccardo ha ridato a suo figlio il padre che merita. Per comprendere anche la straordinarietà di questa vicenda bisogna, necessariamente, fare un passo indietro; la relazione di Riccardo e la sua compagna volge al termine, da questa unione è nato un bambino la madre, austraica ma trapiantata in Italia decide di portare con se il figlio nella sua terra natia, venendo meno ai precedenti accordi sanciti in Italia.

“Ricorsi,appelli e contrappelli in Austria per l’affidamento ma nulla da fare, in contemporanea coinvolgo i ministeri e consolato. Tre sentenze in Austria e due anni per poter vedere mio figlio in totale libertà,senza alcun monitoraggio, ottenere le vacanze pasquali estive e natalizie” racconta direttamente Riccardo.; un iter estenuante da ogni punto di vista, coinvolgendo ambasciata, ministeri, avvocati e interpreti; fatto di viaggi in treno, mail, raccomandate e telefonate. Riccardo agisce in ogni direzione, ultima manifestazione alla quale ha partecipato a febbraio, durante la kermesse canora del festival di San Remo lui era li, con gli striscioni e tanti “compagni di sventura” a chiedere tutela, era anche a Roma, con il costume di Babbo Natale durante le festività, in piazza a Montecitorio, per chiedere il rispetto dei suoi diritti.

Non si è fatto mancare, nei lunghi soggiorni in Austria, di manifestare, sempre pacificamente, indossando una maglia con su riportata una frase che la ha ben distinto “sono un Padre, non un turista”.

In tutto questo calvario però, oltre a lui, la vittima più grande era suo figlio, come i tanti piccoli che d’un tratto vedono mancare la figura del padre e non riescono a darsi spiegazione, magari anche vittime sottomesse alla PAS (sindrome d’alienazione genitoriale) o alla sindrome della “Madre malevola” (fa ancora scalpore la sentenza del tribunale di Roma, settembre 2011, che riconosce la sindrome ad una madre obbligata anche al pagamento di oltre 50mila euro come danno).

Venerdì scorso però, davanti al Giudice  austriaco, tutti gli sforzi e i dolori di Riccardo sono stati cancellati, almeno momentaneamente, dalla sentenza che lo vede finalmente tutelato; la madre è obbligata ogni 14 giorni a consegnare il piccolo al padre che potrà liberamente vederlo e portarlo con se, previsti anche i giorni per le festività e il nulla osta alla frequentazione di parenti e del Paese del padre. E se la madre venisse meno alle disposizioni? 1000 euro d’ammenda!

Riccardo confida che durante le oltre tre ore d’udienza il giudice è sempre stato fermo e chiaro, anche quando la sua ex compagna ha tentato di discriminarlo fornendo foto e documentazione di tutte le partecipazioni del Cassarino alle varie manifestazioni e movimenti e quando il giudice dichiarò “signora, ringrazi che questo padre non si è mai arreso ma dimostra, anche in questo modo, l’amore per il figlio”, non mancò neppure di dimostrare a Riccardo che era a conoscenza delle sue opere e della famosa maglia indossata in Austria! Attenzione, controllo e tutela, finalmente.

Ho chiesto a Riccardo cosa ha provato venerdì, quando già appena finita l’udienza il Giudice ha disposto che vedesse il bambino, dopo un profondo sospiro mi ha detto “Ho capito cosa significa avere un’emozione talmente bella da non riuscire a descriverla”. Ha vinto il piccolo Cassarino, ha vinto un padre, la bigenitorialità e la dimostrazione che esistono anche persone capaci in questo difficile mestiere. È vero, le storie come questa sono purtroppo rare, ma ci sono e da queste bisogna attingere informazioni e fiducia.

 

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Commenti

  1. supermamma dice:

    bellissima storia e’ giusto tutelare i genitori di qualunque sesso siano e gl’ interessi del bambino

  2. Letizia dice:

    eh si cara, come diciamo sempre, sostegno alla genitorialità, è quello che tentiamo di fare anche noi nel nostro piccolo attraverso il blog..spero di continuare a pubblicare tante altre storie in cui a vincere è la famiglia, anche se genitori decidono di intraprendere percorsi diversi!

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